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Premio Napoli: annunciati i libri e gli autori finalisti dell’edizione 2018

La cerimonia di gala in programma il 18 dicembre al Teatro Mercadante

 

 

Palazzo Reale – Venerdì 29 giugno 2018

 Torna il Premio Napoli, lo storico riconoscimento alla letteratura italiana, che per la sua 64esima edizione ritrova uno spirito colto e al contempo popolare. Sarà il pubblico, infatti, a decretare i vincitori nelle categorie “Narrativa”, “Poesia” e “Saggistica”, a partire dalle terne finaliste selezionate da una giuria tecnica presieduta dall’avv. Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli. I nomi dei candidati sono stati annunciati dallo stesso presidente, presente anche il vicepresidente prof. Alfredo Contieri, nella mattinata di venerdì 29 giugno nella sede della Fondazione, all’interno di Palazzo Reale. I riconoscimenti saranno consegnati nel corso della cerimonia che si svolgerà il 18 dicembre 2018 al Teatro Mercadante.

 

I libri e gli autori finalisti

 

Sezione “Narrativa”

“Mio padre la rivoluzione” (Minimum Fax) di Davide Orecchio

“Ipotesi di una sconfitta” (Einaudi) di Giorgio Falco

“Leggenda privata” (Einaudi) di Michele Mari

 

Sezione “Poesia”

“Prova d’inchiostro e altri sonetti” (Aragno) di Mariano Baino

“La pura superficie” (Donzelli) di Guido Mazzoni

“Rifrazioni” (Mondadori) di Elio Pecora

 

Sezione “Saggistica”

“L’invenzione del globo” (Einaudi) di Matteo Vegetti

“Stranieri residenti” (Bollati Boringhieri) di Donatella Di Cesare

“Sillabario dei malintesi” (Marsilio) di Francesco Merlo

 

I giudici lettori

 

Per l’edizione 2018 sono state effettuate 1.324 iscrizioni sul sito www.premionapoli.it per diventare “giudice lettore” e avere così la possibilità di votare i finalisti della 64esima edizione del Premio Napoli. È stato possibile registrarsi fino al 15 giugno scorso sia come giudice lettore singolo, sia come parte di un comitato, guidato da un coordinatore. Ogni giudice lettore ha avuto la facoltà di iscriversi per una sola sezione: “Narrativa”, “Poesia” o “Saggistica”.

 

Tra le 1.324 iscrizioni rientrano 80 comitati, creati soprattutto dagli allievi di diverse scuole di Napoli e della provincia: dai licei scientifici Labriola e Mercalli al liceo classico Umberto, dal liceo musicale Boccioni-Palizzi alla scuola militare Nunziatella, dal liceo scientifico Brunelleschi di Afragola all’istituto comprensivo 7° Pergolesi di Pozzuoli. Anche quest’anno si conferma la presenza dei comitati di giudici lettori nelle carceri di Poggioreale e Secondigliano, dove la Fondazione Premio Napoli da tempo è impegnata nella realizzazione e nella diffusione di percorsi culturali inediti.

 

A rimarcare il carattere popolare e territoriale del Premio Napoli sono anche i comitati di lettura nati nelle periferie, tra i quali, tra gli altri, risultano l’associazione dei  Maestri di Strada, il Centro Mamu di Ponticelli, la Libreria “La Scugnizzeria” curata da Rosario Esposito La Rossa.

Il nostro lavoro – spiega Domenico Ciruzzi, presidente della Fondazione Premio Napoli – è anche finalizzato alla promozione della cultura letteraria come strumento di costante dialogo tra Palazzo reale e periferie e viceversa. La Fondazione è nata come un presidio di cultura sul territorio e deve sempre più rappresentare un laboratorio di idee e di attività che metta in relazione armonica realtà distanti”.

 

Il compito del giudice lettore consiste nel ritirare i libri della sezione prescelta nella sede della Fondazione Premio Napoli. Ha l’obbligo di leggerli e di assegnare via web un singolo voto per uno dei testi finalisti. È possibile esprimere la propria preferenza anche recandosi nella sede della Fondazione e accedendo alla modalità di votazione elettronica assistita. I giudici lettori, inoltre, possono partecipare agli incontri con gli autori e ad altri eventi organizzati dalla Fondazione, nonché farsi promotori di idee e progetti da sottoporre per la valorizzazione della lettura e delle iniziative culturali.

 

I premi speciali e la giuria tecnica

Alle tre sezioni votate dai giudici lettori si affiancheranno tre categorie speciali: “Internazionale”, “Cultura” e “Drammaturgia contemporanea”. In queste tre categorie a indicare i vincitori sarà soltanto la giuria tecnica presieduta da Domenico Ciruzzi e formata da quindici membri: lo scrittore e “paesologo” Franco Arminio, l’autore e produttore televisivo Stefano Balassone, lo sceneggiatore e regista Maurizio Braucci, il giornalista del quotidiano “la Repubblica” Antonio Gnoli, i giuristi Alfredo Guardiano e Sergio Moccia, il medico, poeta ed editore Eugenio Lucrezi.

Diversi i docenti universitari in giuria: Chiara Ghidini (Università L’Orientale di Napoli), Massimo Fusillo (Università degli Studi dell’Aquila), Bruno Moroncini (Università degli Studi di Salerno), Ermanno Paccagnini (Università cattolica del Sacro Cuore di Milano), Matteo Palumbo (Università di Napoli Federico II), Monica Ruocco (Università L’Orientale di Napoli), Pasquale Sabbatino (Università di Napoli Federico II) e Paola Villani (Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa).

 “Napoli è diventata un luogo rilevante e centrale della creazione artistica ed il Premio Napoli ne costituisce un espressione significativa. E’ doveroso e giusto che la stampa e le tv nazionali segnalino in modo adeguato i finalisti e le attività del Premio Napoli.

Nato nel 1954, ha insignito prestigiosi autori della storia culturale contemporanea. Pubblico e popolare, il Premio Napoli costituisce un unicum nel panorama culturale italiano sia perché promosso da una Fondazione costituita da soggetti pubblici ( Comune di Napoli, Regione Campania, Città metropolitana, Camera di Commercio) a differenza di altri riconoscimenti promossi da privati, sia perché animato da migliaia di “giudici lettori”. Le terne prescelte dalla Giuria tecnica sono infatti sottoposte a giudizio finale dei giudici lettori (circa 1330 distribuiti principalmente sul territorio campano, oltre che in alcune regioni italiane). Tutto ciò dovrebbe ulteriormente assicurare garanzie di imparzialità nelle scelte dei finalisti e dei vincitori. Anche tutto questo meriterebbe di essere segnalato e valorizzato sulle pagine dei media nazionali.

L’attenzione che richiediamo ai media nazionali su un grande Premio letterario appare doverosa”.

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