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Vincitori Premio Napoli Speciale 2018 – 64a edizione

Premio Napoli “Internazionale” 2018 alla scrittrice Jhumpa Lahiri

La Fondazione Premio Napoli, nell’assegnare il Premio Internazionale a Jhumpa Lahiri, ha voluto premiare il costante impegno della scrittrice statunitense di origini indiane volta ad abbattere i recinti di un’identità fondata sulla nascita o sulla religione, e, di conseguenza, ad affermare un’idea di comunità che vada oltre i nazionalismi ed i populismi, in cui tutti possano riconoscersi, a prescindere dall’appartenenza. La Lahiri ha esplicitato le sue idee con continue prese di posizione e nella scelta coraggiosa di pubblicare alcuni suoi romanzi in italiano.
“Per me scrivere in italiano è stato un rischio non solo letterario, ma anche concreto, perché ha compromesso molti aspetti della mia vita. Ho preso una decisione artistica, creativa, estetica. Ma almeno è come se rimanessi legata all’Italia, e questo è per me il significato di un luogo”
La scelta di premiare la Lahiri evidenzia una sorta di continuità con il vincitore dello scorso anno, Donald Sassoon, altro esempio quest’ultimo di quel cosmopolitismo culturale, tipico delle società aperte, che la Fondazione sta tentando di promuovere come reazione al ritorno del provincialismo di stampo reazionario, ben noto alla storia del nostro paese.
Jhumpa Lahiri, già vincitrice del Premio Pulitzer nel 2000 e del Premio Von Rezzori nel 2009, nel 2015 fu insignita della Medaglia Nazionale per l’Arte dal presidente USA, Barack Obama. Ha vissuto in Italia per molti anni

Premio Napoli “Cultura” 2018 all’attore e regista Renato Carpentieri

Quante difficoltà e oscurità è necessario attraversare per diventare luminosi… Il verso poetico di Davide Rondoni, tratto da “La natura del bastardo”, Premio Napoli 2017, sintetizza la caratura artistica e umana di Renato Carpentieri, colto e intelligente regista-attore italiano, nato in terra vesuviana. Nel corso della sua lunga carriera di sperimentatore teatrale coerente e lucido, negli anni dei sommovimenti culturali e artistici, ha rappresentato un solido punto di riferimento per più generazioni insegnando, in un periodo storico in cui la creatività “a briglie sciolte” poteva essere preda di ogni velleitarismo, che il rigore coerente e la disciplina rappresentano la precondizione necessaria per ogni autentica ricerca artistica. Ha coniugato sempre la napoletanità creativa con l’impegno serio e responsabile nella sua attività teatrale, cinematografica e televisiva, ricevendo ovunque nel nostro Paese, e non solo, attestazioni di stima e ammirazione incondizionate.

Premio “Napoletani Illustri” 2018 allo scrittore Maurizio De Giovanni

Il Premio Napoli a Maurizio de Giovanni rappresenta un oggettivo riconoscimento all’opera di un autore che si è mosso in perfetta adesione allo scopo istituzionale della Fondazione: diffondere la lettura e la cultura nel territorio campano e nazionale.
Con i suoi romanzi e con gli adattamenti che ne sono stati tratti, attraverso la versione a fumetti, de Giovanni ha recuperato alla lettura generazioni vecchie e nuove di lettori, incontrando un successo popolare, che solo i grandi scrittori sono in grado di raggiungere, perché capaci di toccare direttamente il cuore del pubblico.
E lo ha fatto, partendo dal noir, un genere spesso sottovalutato, che pure ha conosciuto a Napoli un maestro oggi ingiustamente dimenticato come Attilio Veraldi, e che, invece, nell’interpretazione che ne offre de Giovanni, si mostra uno degli strumenti più efficaci per descrivere la realtà sociale dei nostri giorni, le trasformazioni che hanno attraversato il corpo del Paese, le radici lontane, ma non troppo, dell’attuale intolleranza.
E lo ha fatto avendo Napoli come punto di riferimento, una Napoli non ridotta a bozzetto oleografico, ma assurta a città-mito della modernità, uno di quei luoghi come Parigi, New York, Berlino, Londra, Buenos Aires, dove si coglie lo Spirito del Tempo, città letterarie per definizione.
Con questo premio la Fondazione intende anche fugare ogni dubbio, ove ce ne fosse ancora bisogno, sulla artificiosa distinzione tra letteratura colta e letteratura poliziesca, che dovrebbe appartenere al passato quanto meno a far data da Borges e dal suo amore per il romanzo poliziesco consacrato nei suoi racconti Sei problemi di don Isidro Parodi scritto con Bioy Casares.
Ecco perché la Fondazione si candida ad ospitare a Napoli un Festival del noir, sul modello della Semana Negra

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