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Presentazione dei romanzi “Noi due punto zero” e “Chiamami Iris” 16 Aprile 17,30

Vi aspettiamo martedì 16 aprile ore 17,30 presso la nostra sede.
“Il paesaggio meridionale come luogo dell’anima”
Presentazione dei romanzi “Noi due punto zero” di Chiara Tortorelli, Homo Scrivens e “Chiamami Iris” di Vincenza Alfano L’Erudita
Introduce il nostro presidente, avv. Domenico Ciruzzi. lnterviene il prof. Matteo Palumbo. Reading teatralizzato delle autrici con intermezzi musicali di Mino Remoli.

Noi due punto zero di Chiara Tortorelli
Emma, una donna di quarant’anni, vive come se fosse una ventenne, a caccia d’amore e di assoluti, senza il peso delle responsabilità e immersa nella cenere del suo passato. Nel cuore di Milano, mentre macina le ore in un’agenzia pubblicitaria che vola a mille, nasconde il suo segreto. Ha un appuntamento, quasi ogni giorno. Un appuntamento col buio. A volte è una sconnessione elementare, altre un viaggio in un tempo scomposto e visionario, dove prendono vita i ricordi e tutto si dilata, le emozioni, la gioia e il dolore. Pietro, l’uomo che incontra a giorni fissi e forse la ama, è l’unico che riesce ad accompagnarla in questa dimensione “oscura”, è l’unico che ha accesso all’altro volto di Emma. Intorno a lei Paolo, l’ex marito, pigro e indolente, Alice, la figlia amata che vive con Luisa, la suocera della Milano bene, Carla, l’amica invadente, Soniha, una bellissima cubana e Irene, la figlia d’elezione in cui Emma rivede se stessa. Finché un giorno Pietro incontra Emma e fa finta di non conoscerla, cambiando le regole della storia, senza avvisarla. Chi è questo nuovo uomo che la provoca e spinge il gioco al punto da non riconoscerla anche quando lei lo implora? In due dimensioni parallele, una onirica e una reale, un viaggio nel mistero della psiche umana, della vita e dell’amore, intermezzato da un Coro greco che sottolinea i punti di svolta, i drammi e l’impossibilità di ogni definizione.

Chiamami Iris di Vincenza Alfano
La piccola Iris e zia Assunta si appartengono, la loro unione è forte e indissolubile. Una bambina e un’anziana ammalata che, sole al mondo, non riescono ad accettare la separazione imposta dall’assistente sociale. Iris cresce sola, nell’immobile ritmo del chiostro, combattendo tra costrizioni e desideri. Suor Irene è straziata da una vita che le sta stretta, divisa tra l’abito monacale e le pulsioni di un amore inconfessabile. Orizzonti passati e presenti si incrociano in un susseguirsi di analessi e prolessi del racconto, passando da una primitiva e fiabesca Scilla a una Napoli tinta di miserie e severità della vita in convento.

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