Bruno. Il bambino che imparò a volare [N. Terranova - O. Amit]

BRUNO

Il bambino che imparò a volare

di Nadia Terranova

con le illustrazioni di Ofra Amit

Orecchio Acerbo Editore

40 pagine a colori

16 euro

OPERA VINCITRICE 2012 – LIBRI PER BAMBINI E PER RAGAZZI
MOTIVAZIONI

“Un’opera paradigmatica sulle metamorfosi della realtà, della vita e dell’immaginario; una storia fantastica sull’infanzia di un genio, sul valore della diversità e sull’immortalità del talento; uno struggente, breve e delicato racconto di formazione sugli strappi delle perdite, sulla “banalità del male”, sulla risorsa della creatività contro la malinconia e sul ruolo dell’educazione: il libro di Nadia Terranova e Ofra Amit, dedicato alla fulminante parabola di Bruno Schulz, è una spiazzante storia metaforica che invita a rileggere anche la Storia con lo sguardo “laterale” della fantasia e del pensiero divergente, diventando – grazie alla raffinata progettualità editoriale che valorizza la cifra stilistica alta ed evocativa del linguaggio verbale ed iconico, in mirabile equilibrio empatico – una testimonianza originale, e visionaria, sulle ferite incancellabili del nazismo, sul rapporto trasformante tra un padre e un figlio e sul senso non soltanto letterario della memoria, scevro di qualunque retorica e buonismo.”

“Fredda serata di fine autunno. Bruno Schulz è ancora bambino. La madre entra in camera sua e lo trova intento a nutrire alcune mosche con granelli di zucchero.  Stupita, gli domanda cosa mai stia facendo. “Le sto irrobustendo per l’inverno.” Vero o falso l’aneddoto raccolto da David Grossman, di certo quel bambino non poteva immaginare che da lì a pochi anni non l’epoca geniale da lui sognata sarebbe sorta, ma una delle più buie dell’umanità. Un lungo inverno nel quale, come mosche,  sarebbero morte milioni di persone. Ebrei, rom e sinti, malati di mente, testimoni di Geova, omosessuali, oppositori politici. Tutti umiliati, straziati, trucidati. Lui tra questi. A quel  ambino che nutriva le mosche è dedicato il ricordo, delicato e poetico come le sue botteghe color cannella, di Nadia Terranova e Ofra Amit”.

Un bambino, ebreo. La grossa testa lo rende incerto e impacciato nei movimenti, il carattere schivo e introverso. Curioso e attento a ogni cosa che lo circonda, è affascinato dalle eccentriche stravaganze del padre, dalle sue continue, stupefacenti metamorfosi. Lo perderà anzitempo, ma, non volendosene separare del tutto, fa rivivere quella straordinaria capacità del padre di riconoscersi e identificarsi in ogni oggetto, in ogni animale, in ogni persona nei suoi disegni e nei suo scritti. E nei racconti, in classe,  ai suoi allievi. Fino a una giornata d’autunno del 1942, quando un ufficiale nazista lo uccide per strada. Persa la vita, persi i suoi scritti, persi i suoi disegni. Di certo non per caso, sarà una bambina a ritrovarli, anni dopo, in un vecchio baule nascosto in soffitta. Un ricordo di Bruno Schulz, un omaggio alla sua straordinaria fantasia.

Nadia Terranova, trentaquattro anni, messinese di nascita e romana d’adozione, è di casa presso vari editori. Redattrice, traduttrice, editor, ha curato anche un laboratorio di scrittura per bambini. Per ragazzi, insieme con Patrizia Rinaldi, ha scritto Caro diario ti scrivo, storia di sei dodicenni che diverranno scrittrici famose, da Anna Maria Ortese a Jane Austen. Pubblicato da Sonda nel 2011,  ha ottenuto la menzione al premio Elsa Morante Ragazzi. Scrive anche per il teatro, ed è orgogliosa di far parte del gruppo di provocatori letterari “I libri in testa”.

Ofra Amit, ha 35 anni e vive in Israele, a Tel Aviv. Laureatasi al Wizo Canada Institute of Design di Haifa, divide la sua attività fra i libri per ragazzi, le immagini per il teatro e le illustrazioni per varie riviste e quotidiani. Per il suo lavoro ha avuto diversi riconoscimenti da Communication Arts, Applied Arts, The Society of Illustrators. Nel 2010 ha ottenuto la Gold Medal for Children’s Books Illustration attribuita dall’Israel Museum.

Fondazione Premio Napoli

La Fondazione Premio Napoli è un Ente morale, costituito con D.P.R. 5 giugno 1961.
Lo scopo della Fondazione è quello di incoraggiare la produzione culturale italiana e, soprattutto, di favorire la lettura e il dibattito culturale e civile nella città, nella provincia e nell’intera area regionale, disponendole e incoraggiandole, con adeguati strumenti organizzativi, al dialogo con il resto del mondo e, in particolare, con i paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
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