Lettera al Presidente della Regione Campania. Proposta di legge sulle attività culturali per la comunità carceraria

Riportiamo in allegato la lettera inviata dal Presidente della Fondazione Premio Napoli Gabriele Frasca al Presidente della Regione Campania a seguito dell’attività intitolata Napoli Dentro e Fuori e rivolta alle comunità carcerarie di Secondigliano e Poggioreale.

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Napoli, 13 ottobre 2016

Gentile Presidente,

Le scrivo nella speranza di poterLa incontrare quanto prima a proposito di una questione

che mi sta particolarmente a cuore, e che non credo altresì lontana dalla Sua passione

civile e dal Suo impegno politico.

Come forse avrà appreso dai giornali e dagli altri mezzi d’informazione, quest’anno ho

concentrato tutte le attività della Fondazione Premio Napoli, che presiedo dal 2012, su un

lavoro complesso e variamente articolato a favore della popolazione carceriara,

segnatamente quella degl’istituti di Poggioreale e Secondigliano. Mi sono avvalso per

l’occasione della collaborazione di tante associazioni (fra cui Napoli Click, l’Arci Movie, A

Voce Alta ecc.), e naturalmente dell’appoggio entusiasta dei Direttori degl’Istituti, dando

così vita alla rete Napoli dentro e fuori, che si è prodigata in una serie d’iniziative per

portare all’interno delle carceri quei discorsi culturali che solitamente si ritiene non

interessino la popolazione dei detenuti. Ci sono stati, e ci continuano a essere in questi

giorni, corsi di lettura, incontri con autori di prestigio, cineforum, corsi di scrittura poetica,

proiezioni in anteprima di film, lezioni di filosofia sotto forma di allestimenti scenici, corsi di

giornalismo, eventi performativi ecc. Il tutto ovviamente garantito dalla generosità non solo

dei vari autori in questione, e degl’intellettuali cittadini che da tempo sostengono il mio

lavoro, ma anche e soprattutto di coloro che hanno reso possibile lo sviluppo dei corsi

lungo l’intero anno, vale a dire quei giovani studiosi che al pari di tutti gli altri interessati

hanno prestato le loro competenze e il loro tempo a titolo completamente gratuito. D’altra

parte l’intenzione di Napoli dentro e fuori era esattamente questa: regalare un anno di

lavoro alla comunità carceraria per richiamare con forza l’attenzione sulla necessità di una

legge regionale che regoli come in altri luoghi d’Italia queste attività esplicitamente previste

se non sollecitate dalla nostra Costituzione (art. 27, terzo comma).

Sono almeno due le regioni che si sono dotate di un’apposita legge al riguardo: la

Lombardia (Legge Regionale del 14 febbraio 2005) e l’Emilia e Romagna (Legge

Regionale del 19 febbraio 2008); e devo dire che personalmente mi appare quanto meno

singolare che proprio la Campania, che produce purtroppo tanta popolazione carceraria,

non ne abbia

una. A quello che mi risulta, una proposta di legge venne in realtà depositata il 5 agosto

del 2011 dalla “Commissione Consiliare Speciale per la prevenzione del fenomeno del

mobbing sul lavoro e di ogni forma di discriminazione sociale, etnica e culturale”, con

Donato Pica come primo firmatario. All’epoca non se ne fece nulla, ma quel clima politico

credo sia oramai profondamente mutato, e forse è giunto il tempo di tornare a ragionare su

una questione di tale importanza.

L’esperienza di Napoli dentro e fuori Le confesserò che mi ha fatto riflettere non poco,

soprattutto su quanto sia importante garantire un’offerta culturale a chi ha davanti a sé il

tempo giusto per provare a ritrovare il bandolo della propria esistenza. E questo non solo

perché le statistiche ci confortano, segnalando che coloro i quali sono stati impegnati

durante la detenzione in attività culturali difficilmente tornano a delinquere; ma anche e

soprattutto per un altro dato di fatto incontrovertibile: la circostanza comprovata che

impegnare i detenuti in attività di alta cultura ha delle immediate ricadute innanzi tutto sulle

loro famiglie. Alla fine del corso di poesia tenuto a Secondigliano da ben sei giovani

studiosi (e poeti già affermati), i partecipanti al gruppo hanno chiesto esplicitamente che

organizzassimo una lettura pubblica all’interno del penitenziario, di modo che le loro

famiglie potessero ascoltare che cosa sono adesso in grado di fare. Scrivere e recitare

poesie, appunto, e non delinquere. Il risultato è stato un evento straordinario, che persino

RadioTre ha voluto registrare, e che naturalmente replicheremo quando da qui a poco

pubblicheremo il libro che sta nascendo da questa esperienza.

La questione mi sembra di vitale importanza, perché equivale ad affrontare l’annoso

problema della malavita organizzata che imperversa nella nostra regione non dal punto di

vista dell’immaginario, quello che dà vita a fortunate serie televisive o a romanzi di

successo, e non sull’onda di proclami, per i quali si è sempre pronti a lottare contro il male

e mai a porre le basi per impedirne la sua reale diffusione. Napoli dentro e fuori ha

affrontato al contrario la questione della malavita organizzata nel suo reale, che è la

detenzione e l’isolamento, quando non la morte. E ha fatto sì che forse per la prima volta

nella storia del nostro territorio il ceto intellettuale s’impegnasse sul serio per sottrarre al

proprio destino quella parte della popolazione che, pur avendo sbagliato, non per questo

può essere privata dei propri diritti, non ultimo quello di dare un nuovo corso alla propria

vita.

Alla luce di quanto Le ho esposto, e alla scadenza dell’anno delle nostre attività, Le chiedo

pertanto un incontro per poter ragionare sulle modalità opportune che renderebbero

possibile la prosecuzione di una simile esperienza.

Con i migliori saluti

Gabriele Frasca

Fondazione Premio Napoli

La Fondazione Premio Napoli è un Ente morale, costituito con D.P.R. 5 giugno 1961.
Lo scopo della Fondazione è quello di incoraggiare la produzione culturale italiana e, soprattutto, di favorire la lettura e il dibattito culturale e civile nella città, nella provincia e nell’intera area regionale, disponendole e incoraggiandole, con adeguati strumenti organizzativi, al dialogo con il resto del mondo e, in particolare, con i paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
La Fondazione promuove la ricerca nel campo della letteratura e, in generale, delle scienze umane e sociali e si adopera per la promozione dell’immagine internazionale della città di Napoli e dell’intero territorio Campano.

-> DECRETO LEGISLATIVO "TRASPARENZA", 14 marzo 2013, n. 33

-> Piano triennale di prevenzione della corruzione (P.T.P.C.) 2016-2019

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