[Oligarchie Implicite] Intro

Fondazione Premio Napoli
Collegio di Napoli 2014

Oligarchie implicite
La lingua morta della democrazia

18 marzo 2014

Intro

Gennaro Carillo, Gabriele Frasca
Interviene Massimo Palma

 

Da decenni a democrazia – e a Stato, sovranità, politica, pubblico, legge – si associano termini come ‘crisi’, ‘disagio’, ‘difficoltà’, ‘impossibilità’. Si potrebbe obiettare che è sempre stato così, fin dalla democrazia classica, della quale ci sono pervenute descrizioni in ampia misura negative, non di rado grottesche, caricaturali, come se alla democrazia fossero connaturate crisi e incompiutezza e ai cittadini venisse riservato il ruolo di «spettatori di sofisti». O al massimo di traditori reciproci, protetti dall’anonimato dell’isoloir, la cabina elettorale: lo scriveva Sartre, lo ha pensato, almeno una volta, ognuno di noi.

Eppure, mai come oggi, le categorie e il vocabolario tecnico con cui ancora si pretende di pensare ed esprimere la ‘democrazia’ si rivelano in tutta la loro insignificanza. Non riescono più a dissimulare una sostanza oligarchica, un’«oligarchia implicita», una prassi che non ha più niente a che vedere con i ‘nomi’ e le forme della tradizione politica occidentale. Chi ripetesse che la legge è espressione della volontà generale o che il politico s’identifica con il pubblico o che dalla sfera pubblica sono esclusi quei poteri privati che invece, alla lettera, dettano legge, sarebbe sommerso da una risata. Che il rapporto fra democrazia e contingenza – l’instabilità ‘ontologica’ dei regimi popolari – dipenda dalle oscillazioni del voto maggioritario, è un’illusione.

Lingua perduta, allora, quella della democrazia? O è più calzante un gaddiano lingua moribonda? No, la lingua della democrazia forse è già una lingua morta. Se ancora vi si ricorre, è per impotenza, inerzia, pigrizia, talora malafede.

L’incontro con Gennaro Carillo e Gabriele Frasca ha la finalità di introdurre le questioni legate al linguaggio della politica, su cui successivamente saranno chiamati a riflettere intellettuali, scrittori e filosofi che, pur non operando direttamente nel mondo della politica, ne studiano i meccanismi e le logiche.

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-> DECRETO LEGISLATIVO "TRASPARENZA", 14 marzo 2013, n. 33

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